Ecco gli elementi di un romanzo d’avventura racchiuso in una bottiglia. Due giovani vignaioli: Tiziano e Matteo, un genio ovvero Leonardo da Vinci e tre vini, Ortrugo, Gutturnio e Malvasia di Candia il tutto ambientato in un luogo pressoché sconosciuto: il Piacenziano. Le colline della Val Chiavenna, valle che prende il nome dal fiume che l’attraversa, sono modellate sugli strati depositati in un periodo di tempo che va da cinque a circa un milione e mezzo di anni fa, in un braccio di mare che comunicava con l’odierno Adriatico. Le colline, infatti, fanno parte della Riserva geologica naturale del Piacenziano. Nei secoli passati la Riserva e i suoi fossili sono stati oggetto di studio da parte di Leonardo da Vinci che ne ha lasciato segno nel 1482 nel Codice Leicester. In questi stessi luoghi Tiziano e Matteo hanno ripreso con entusiasmo ed energia l’azienda di famiglia con un unico obiettivo: quello di produrre vini di cui …non si possono lasciare bottiglie a metà sul tavolo.